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Cosenza – Sambenedettese 30 Maggio 2018

In occasione della partita Cosenza – Sambenedettese, gara di andata della Seconda Fase Nazionale dei Play Off di Serie C1, siamo lieti di annunciare ai supporters della Sambenedettese che per la data del 30 Maggio 2018 avranno la precedenza riguardo le prenotazioni delle camere presso la nostra struttura, al fine di consentire un’agevole e comoda fruizione dell’evento usufruendo di una logistica invidiabile, poiché siamo gli unici di fronte allo Stadio San Vito Marulla di Cosenza. Per info, costi e disponibilità chiamare il 3278517000 (N.B. Per l’occasione il check-in dovrà avvenire entro le ore 19:00 del 30 maggio).

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Laterale Film Festival

Ciccillo sopravvisse perchè era il più bello, ovvero: ciò che resta dopo la catastrofe naturale. Frammenti di uno sguardo immerso nella luce meridiana, tra i reduci e il loro rapporto col paesaggio. Tratto da: “Ciccillo Sopravvisse di Michele Salvezza”

Il LATERALE FILM FESTIVAL è un festival internazionale non competitivo di arte cinematografica organizzato dall’Associazione Culturale Kamen. Esso si pone come obiettivi principali la valorizzazione dei linguaggi audiovisivi più innovativi e creativi del panorama contemporaneo e la riduzione della distanza esistente tra sperimentazione artistica e partecipazione del pubblico. Particolare attenzione è riservata ai giovani cineasti e agli indipendenti, alle opere autoprodotte e no-budget, frutto di percorsi di ricerca individuali e originali. Dal 12 al 14 giugno 2017, il Cinema San Nicola di Cosenza sarà la location protagonista di ben 34 proiezioni bravi o brevissime, si va infatti dai 3 minuti e 30 secondi di The Punishment di Nelson Fernandes ai 18 miniti e 30 secondi di La noche de Todas las Cosas di Pilar Palomero.

I film si vedono meglio al buio: non conosciamo un posto migliore per far emergere più nettamente la luce. In sala, allora, dove lo schermo si fa porta e soglia da varcare. 30 più 4 film sono altrettante vie di fuga verso il cinema di domani, visibili oggi, 30 e più sguardi laterali che si sperimentano con la passione della ricerca col gusto dell’indipendenza produttiva, pochi mezzi economici e il desiderio di osare. Ogni inquadratura mostra e nasconde: è un ri-velare. Lo sguardo laterale accetta di andare al buio, fuori dal consueto centro produttivo e narrativo. Il film Laterale è processo umano e non prodotto industriale. Non ha il ritmo frenetico del culto del consumo, ma è accelerazioni e pause insieme: viaggia a ritmo delle condivisioni. Il cinema, con la forza visionaria che gli è propria, sa anticipare quei bisogni che non sappiamo ancora di avere. Laterale sa portare sullo schermo quanto prima ne era rimasto ai margini, li rimette in discussione, e li polverizza. Niente premi, niente concorsi, niente competizioni che non rendono giustizia alla ricerca artistica né alla partecipazione, ma pura condivisione. Perché ogni film crea nuovi legami sociali. Cosa, se non un film, magari in sala, per rispecchiarsi, rivedersi, riconoscersi? Lo spettatore è vigile, non anestetizzato, partecipa della creazione sotto i suoi occhi. Le immagini non vogliono imporsi come icone, ma essere pura avventura da attraversare. Chiamano a comunanza  e interazione. Le vie di fuga Laterali dal centro sono state tracciate in 30 più 4 film, 30 e più macchine per esplorare l’invisibile con occhi nuovi. Levate l’ancora: nuove rotte in sala.

Per prenotare una camera presso il B&B Night & Day di Cosenza in concomitanza dell’evento Laterale Film Festival 2017 telefonare al 3278517000

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Mater Terra esposizione collettiva al MAM di Cosenza

Mostra collettiva Mater Terra al Mam di CosenzaDa venerdì 10 marzo alle ore 18.30 fino al 10 aprile 2017, a Cosenza, all’interno dello spazio del Museo delle Arti e dei Mestieri (MAM), si terrà la mostra collettiva Mater Terra.
L’esposizione, nata da un progetto di Francesco Minuti, a cura di Marilena Morabito e dell’Associazione Acav, si compone delle opere dei seguenti artisti: Francesco Cisco Minuti, Diego Minuti, Fiormario Cilvini, Fabrizio Trotta, Claudio Grandinetti, Max Marra, Massimo Maselli, Franco Paternostro, Paolo Ferraina, Franco Ferraina, Giuseppe Celi, Valeriano Trubbiani, Salvatore Pepe, Alfredo Granata, Franco Mulas e Domenico Cordi che hanno già lasciato un segno tangibile sul territorio di appartenenza e non solo.
Mater Terra”, simbolico rapporto fra la forza divina della vita e della morte luogo mistico dove si genera dove si produce, questa energia concettuale è alla base del progetto della collettiva per donare significato al significante in un sistema di incastri irregolari di idee e produzioni. La Madre, colei che ti concede la vita, una vita limitata a tutto ciò che ti è possibile trasportare in un ipotetico bagaglio, in un ripiegare elementi per farli stare tutti in uno spazio troppo limitato che ci vede ingordi di esperienze. La necessità di produrre arte, ancora oggi come in passato, è l’ancestrale sentimento di lasciare una parte di quello che è stato il nostro viaggio di quello che i giorni hanno scritto sul volto, sulle mani e sulla materia. L’umano sentire non lascerà alla terra il proprio trascorso ma solo il proprio corpo mentre tutte le tracce saranno sparse come ceneri in luoghi dove l’arte è stata riconosciuta. “Mater terra” è progetto, già alla seconda edizione, che presume e vuole dare origine a fecondi momenti di incontro e di interazione, attraverso una situazione espositiva in cui artisti possano dialogare con la stessa tensione esplorativa all’interno di un unico contenitore in grado di divenire contenuto e che tutto questo permetta di trasformarli in incessanti viaggiatori nelle dimensioni e nei territori dell’arte, della ricerca e dello scambio.
Nel corso della serata inaugurale è prevista la performance di danza contemporanea Indefinita Piacevolezza della Continuity Fluid Performers sulle coreografie di Angela Tiesi e su musica di Vivaldi. L’iniziativa è patrocinata da: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Provincia di Cosenza, Comune di Cosenza, Fondazione Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona, Fondazione Rocco Guglielmo e Accademia di Belle Arti di Catanzaro.

Per prenotare una camera presso il B&B Night & Day in concomitanza della mostra collettiva Mater Terra telefonate al 3278517000

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10 giorni di arte effimera nel Centro Storico di Cosenza

Landworks Calabria 2017I BoCs-Art ospiteranno dal 18 al 28 maggio prossimi una residenza artistica che si rivelerà nuova in tutti i sensi, al centro della quale saranno protagoniste le opere di architetti-urbanisti, artisti internazionali e studenti del workshop, con installazioni effimere paesaggistiche.
Si tratta del progetto LandWorks Calabria 2017 dell’associazione culturale LandWorks che esce per la prima volta fuori dai confini sardi per recarsi a Cosenza e valorizzarne luoghi/vuoti del suo Centro Storico. Il progetto è realizzato in collaborazione con il DADU (Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica, Università di Sassari), il DIATIC (Dipartimento di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio e Ingegneria Chimica, Università della Calabria) e il Comune di Cosenza, e reca il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e altri partner. Presso il Municipio Bruzio è stato siglato l’accordo di programma che regola lo svolgimento delle attività nei dieci giorni di maggio in cui si terrà la speciale residenza artistica.

Questa volta si tratterà non solo di realizzare opere materiali che verranno poi lasciate in dono alla città di Cosenza, bensì, pure, opere cosiddette effimere relative al paesaggio e che potrebbero ad esempio riguardare la pulitura di erbacce, azione effimera da protrarre poi attraverso l’esempio lasciato. Oltre alla donazione delle installazioni artistiche di un team internazionale che vedrà l’arrivo nel capoluogo bruzio di nomi provenienti da ogni parte del mondo (i team leader internazionali sono: Isabella INTI | Temporiuso.net | Milano- Ferdinand LUDWIG+Sergio SANNA | Baubotanik.org | Stoccarda – Christian PHONGPHIT | SoA+D | Bangkok – Antonio SCARPONI | Conceptualdevices.com | Zurigo), la convenzione siglata tra le parti contiene l’impegno a donare alla città di Cosenza il lavoro fotografico/artistico di Filippo Romano, firma di fama, che seguirà tutte le fasi del workshop.

Fonte: (Comune di Cosenza) – Autore: (Iole Perito)

Per prenotare una camera presso il B&B Night & Day di Cosenza in concomitanza con l’evento Landworks Calabria 2017 telefona al 3278517000

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Cosenza entra nel circuito Global Greening promosso da Tourism Ireland

Fontane di Via Arabia a CosenzaLa città di Cosenza, al pari di Roma, Orvieto e Pisa, quest’anno farà parte del circuito Global Greening, promosso da Tourism Ireland e che, come da tradizione, nel giorno di San Patrizio, Santo patrono dell’Irlanda, farà colorare di verde i principali monumenti di moltissime città in tutto il mondo. Tanto per citarne alcune, nella notte tra il 16 e il 17 marzo si illumineranno di verde, per la prima volta, il One World Trade Center di New York, City Hall e Heron Tower a Londra, Plaça de Catalunya a Barcellona e Matsue Castle in Giappone. A Cosenza i luoghi prescelti sono il teatro “Alfonso Rendano”, il Castello normanno-svevo, Palazzo dei Bruzi e le Fontane di via Arabia. San Patrizio, al secolo Maewyin Succat, è stato un vescovo e missionario irlandese di origini scozzesi. Viene ricordato ogni anno il giorno della sua morte, avvenuta il 17 marzo 461. A San Patrizio sono legate alcune leggende molto famose come, ad esempio, quella del pozzo senza fondo da cui si aprivano le porte del Purgatorio, il celebre pozzo di San Patrizio per l’appunto. Molto nota è anche la leggenda del trifoglio, erbetta usata per spiegare ai fedeli irlandesi il mistero della Trinità e la mitica cacciata dei serpenti, forse la più famosa delle leggende legate a questo Santo. Secondo la tradizione, in Irlanda non ci sarebbero più serpenti da quando San Patrizio li cacciò in mare. Questa leggenda è connessa a quella della montagna sacra irlandese, Croagh Patrick, sulla quale il Santo avrebbe trascorso quaranta giorni, gettando alla fine una campana dalla sommità del monte nell’attuale Baia di Clew per scacciare i serpenti e le impurità, formando le isole che la contraddistinguono.

Per prenotare una camera in corrispondenza del Global Greening presso il B&B Night & Day di Cosenza

Telefona al 327 85 17 000

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Notre Dame de Paris allo stadio San Vito Marulla di Cosenza

Notre Dame de Paris a CosenzaNotre Dame de Paris, opera celeberrima di Victor Hugo, sarà di scena a Cosenza, presso lo Stadio San Vito Marulla, dal 23 al 25 giugno 2017. Il capolavoro teatrale di cui Luc Plamondon ha scritto libretto e liriche con le meravigliose musiche realizzate da Riccardo Cocciante, dopo aver girato in lungo e in largo tutto il globo terrestre, approderà in riva al Crati, nella versione italiana curata da Pasquale Panella, per quello che, senza ombra di dubbio, si appresta ad essere l’evento più atteso dell’anno da parte di tutti gli appassionati. Il colossal, dopo una lunga pausa coincisa con la chiusura del decennale della messa in scena all’Arena di Verona nel 2012, riprendeil suo cammino itinerante e, fino al mese di settembre delizierà tutti coloro i quali avranno la fortuna di poter assistere dal vivo all’esibizione di 5 dei 7 attori del cast originale che, nel lontano 2002 diede la stura a questo meraviglioso spettacolo. Notre Dame de Paris è un’opera teatrale in due atti che, in estrema sintesi, racconta la storia del “Gobbo di Notre Dame” Quasimodo, il campanaro gobbo della cattedrale di Notre Dame e del suo amore tanto impossibile quanto tragico per Esmeralda, una bella gitana. Un amore condannato dall’ingiustizia e dall’ipocrisia.

TRAMA

Parigi, Epifania del 1482: in città sono giunti degli zingari di origine franco-spagnola che hanno occupato una vasta zona periferica che viene chiamata la “Corte dei miracoli”. Capo del gruppo è Clopin Trouillefou, di professione ladro e assassino. Gli zingari mantengono un’impressione di legalità grazie agli spettacoli di magia allestiti per la popolazione, ma in realtà i loro veri guardagni provengono da furti e omicidi. L’unica a distanziarsi da queste usanze è una bellissima zingara di nome Esmeralda, che danza sulla piazza di Notre-Dame accompagnata da una capretta di nome Djali. Altro protagonista delle vicende è il gobbo Quasimodo, un giovane deforme di origine zingara; egli è il campanaro della cattedrale, tanto che è divenuto sordo (e, di conseguenza, muto) per l’incessante rumore cui è esposto. A causa del suo aspetto ripugnante, Quasimodo è disprezzato da tutti, e vive appollaiato sui gargoyles della cattedrale. L’unica persona con cui Quasimodo ha rapporti è l’arcidiacono, Monsignor Claude Frollo, l’uomo che l’ha accolto e cresciuto dopo che i suoi genitori l’hanno abbandonato a quattro anni a causa della sua deformità. In virtù di tale caratteristica, Quasimodo è pure eltto “Papa dei folli” dagli zingari.
Frollo, nonostante la sua carica ecclesiastica e nonostante nell’intimo detesti gli zingari, si innamora follemente di Esmeralda, tanto da ordinare a Quasimodo, suo fedele servitore, di rapire la ragazza. Il  piano viene però mandato all’aria da Phoebus de Châteaupers, capitano delle guardie, di cui Esmeralda si innamora a prima vista. Pur provando un forte sentimento per Phoebus, Esmeralda si lega a Pierre Gringoire, un poeta parigino che rischia l’impiccagione dopo essersi introdotto nel campo degli zingari. Per salvarlo dalla pena capitale, decisa dallo spietato Clopin, la protagonista sposa Pierre, pur senza nutrire reali sentimenti per lui. Come punizione per il suo gesto, Quasimodo viene invece fustigato e messo alla gogna in pubblico; la scena induce Esmeralda alla pietà e a portare un po’ d’acqua al povero Quasimodo, che si innamora di lei.
Phoebus, in seguito agli eventi, decide di conquistare Esmeralda, più attratto dalle sue fattezze che per sincero amore; egli dunque approfitta dei sentimenti della ragazza dandole appuntamento in una locanda di dubbia moralità dove, a insaputa di Esmeralda, si nasconde Frollo, che si è messo d’accordo con la guardia per poter osservare l’incontro. Travolto dalla gelosia, Frollo esce dal suo nascondiglio in un armadio appena prima che Esmeralda ceda alle avances di Phoebus, e lo pugnala alle spalle. Frollo poi fugge, abbandonando Esmeralda col corpo della guardia, apparentemente morta; la zingara, che non ha visto in viso l’arcidiacono, è quindi arrestata con l’accusa di omicidio e di stregoneria, dato che la locandiera afferma di aver visto entrare nella stanza tre persone (e non due, come risulta dopo la fuga di Frollo), di cui una quindi doveva essere il Diavolo in persona. Frollo partecipa al processo religioso contro la zingara senza scagionarla, e la situazione di Esmeralda si aggrava ulteriormente quando la ragazza, non riuscendo a sopportare le torture cui è sottoposta e convinta che Phoebus sia morto, confessa di aver ucciso il capitano, in complicità col demonio. Frollo, durante un colloquio in carcere con Esmeralda in cui le confessa di essere lui l’assassino di Phoebus, le offre la libertà in cambio però dei suoi favori. Esmeralda rifiuta sdegnata e viene condotta al patibolo.
Durante il corteo dell’esecuzione, Quasimodo riesce a rapire l’amata e a condurla a Notre-Dame, sul cui suolo vige il diritto d’asilo. Qui Quasimodo ha modo di dimostrarle la propria bontà d’animo, ignota a tutti per il mutismo e la vita ritirata condotta dal gobbo, che protegge pure Esmeralda dagli assalti di Frollo. Qualche giorno dopo, una gran folla di zingari capitanata da Clopin si ritrova davanti alla cattedrale per chiedere la grazia della zingara. Quasimodo però, credendo che la manifestazione sia a favore dell’esecuzione (né potendo intendere le richieste degli zingari),getta piombofuso dall’alto della chiesa; il re invece ordina di sedare la rivolta e di uccidere la zingara, considerata ormai da tutti una strega. L’esercito assale così la folla di zingari che viene decimata (tra di essi, cade pure Clopin), mentre Frollo, grazie ad un travestimento, fa fuggire nuovamente Esmeralda con una barca sulla Senna. Lì l’arcidiacono le rivela la sua vera identità e le ribadisce la sua offerta per ottenere la libertà, ma, dato che Esmeralda rifiuta nuovamente, egli la consegna alle guardie. In prigione Esmeralda incontra una prostituta la quale, vedendo una scarpa da neonato che la zingara tiene con sé, la riconosce come la figlioletta che tanti anni addietro gli zingari le hanno rapito. Tuttavia, neppure gli sforzi della madre appena ritrovata riescono a salvare Esmeralda, che viene impiccata. Anche la madre, nel tentativo di salvarla, muore.
Intanto Frollo osserva l’esecuzione dall’alto di Notre Dame; Quasimodo, sentendo l’uomo ridere mentre Esmeralda muore, lo butta giù dalla torre. Mentre Phoebus, ripresosi dalla pugnalata, combina un matrimonio di convenienza, il cadavere di Esmeralda viene gettato nelle fosse comuni. Quasimodo si sdraia accanto a lei e si lascia morire al suo fianco.

CAST

Quasimodo: Giò Di Tonno
Esmeralda: Lola Ponce
Frollo: Vittorio Matteucci
Gringoire: Matteo Setti
Clopin: Leonardo Di Minno
Febo: Graziano Galatone
Fiordaliso: Tania Tuccinardi
Corpo di Ballo: Mino Viesti, Emilio Caruso, Giampiero Giarri, Antonio Balsamo, Renato Capalbo, Danilo Picciallo, Rimi Cerloj, Giuseppe Marino, Luca Calzolaro, Beatrice Zancanaro, Martina Rochetti, Khimei Farias, Serena Origgi, Marta Marino, Sonia Picone, Laura Gallinella, Silvia Rizzo
Acrobati: Alberto Poli, Andrea Neyroz, John Mirco Cruz, Alessandro Sbardella, Matteo Paternosto, Ivan Trimarchi, Maciej Talik
Breakers: Carlos “Salo” Suarez, Fabio Labianca, Pasquale “Paco” Fortunato.

Per godervi Notre Dame de Paris prenotate una camera presso il B&B Night & Day. Posto di fronte allo Stadio San Vito Marulla, ad appena 20 metri, è garanzia di riservatezza, tranquillità e comfort. Per info e prenotazioni telefonate al 3278517000

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Giusy Versace e Raimondo Todaro – Con la testa e con il cuore si va ovunque

Giusy Versace e Raimondo Todaro a Cosenza per AircIl 21 ottobre 2016 alle ore 21:00, presso il Teatro Alfonso Rendano di Cosenza, andrà in scena un  godibile spettacolo tratto dall’autobiografia di Giusy Versace e nato dall’incontro della campionessa paraolimpica con il maestro di ballo Raimondo Todaro nel corso della trasmissione Rai “ Ballando con le stelle “ che li ha consacrati vincitori dell’edizione 2014. Uno spettacolo appassionante che ripercorre il dramma vissuto dall’artista a soli 28 anni ed il suo percorso di risalita verso una nuova vita, la sua nuova vita è appunto il sottotitolo del libro edito da Mondadori. Nuovi obiettivi da raggiungere che grazie allo sport ed in seguito ai ritmi della danza, la Versace racconta sul palcoscenico del Teatro Rendano, insieme alla forza e all’energia di coloro che le sono stati accanto, la famiglia e gli amici di sempre. Ospite della serata il cantante Daniele Stefani, interprete del singolo “Un giorno d’amore” (Sony Music), presente nel film Gomorra e reduce dal Festival di Sanremo con la canzone “Chiaraluna”. Lo spettacolo è patrocinato dal Comune di Cosenza, dal Coni e dal Comitato italiano Paralimpico Calabria ed organizzato in collaborazione con Piano B – Event Project Management. L’incasso sarà interamente devoluto a sostegno della ricerca oncologica.

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Chi è di scena 2016

Chi e di scena 2016 a castrolibero cosenza anfiteatro vincenzo tieriLa rassegna denominata “Chi è di scena” nella nuova edizione 2016 ci regala spettacoli di grande interesse. Anche quest’anno la città di Castrolibero ed in particolare l’Anfiteatro Vincenzo Tieri accoglieranno artisti di primaria grandezza. Dopo Donatella Rettore, protagonista di una serata indimenticabile impreziosita da musica di qualità, il 30 agosto andranno in scena due ballerini già noti al grande pubblico, Raimondo Todaro e Francesca Tocca, freschi e pimpanti protagonisti della commedia musicale scritta da Salvatore Giordano “Il Grande Gershwin” liberamente ispirata alla vita del grande compositore statunitense George Gershwin, autore di indimenticabili successi degli anni ’20 e ‘30 quali “Un americano a Parigi“, “Rapsody in Blue“, “Summertime” e l’opera “Porgy and Bess“. Da molti considerato il padre del musical a stelle e strisce Gershwin compose innumerevoli brani utilizzati sia nei film che in televisione, e molti sono diventati dei classici jazz immortali, registrati in numerose varianti. Il 2 settembre alle ore 21:00, invece, si ride con la simpatica commedia “Talk & Show, una lunga storia d’attore” con il mitico Gianfranco D’Angelo e il talentuoso Demo Mura. La trama è brillante e divertente, esattamente come i protagonisti di questa gustosa commedia sospesa a metà tra passato e presente. Si parla dell’incontro tra due artisti di generazioni diverse ma che rivivono, sullo stesso palco, la loro “Lunga storia d’Attore”. Gianfranco D’Angelo e Demo Mura, si alternano in scena contemporaneamente, come conduttori, comici, spalla, complici l’uno dell’altro, interagendo però con il pubblico, che si sente partecipe a tal punto, da trasformare la coppia in un trio. Infine, il 5 settembre sarà la volta di Pippo Franco, meraviglioso protagonista della commedia “Brancaleone e la sua Armata, il lato tragicomico dell’esistenza umana”. La commedia racconta di Brancaleone che, di ritorno dalla Terra Santa dove ha combattuto quella che lui definisce la sua ultima battaglia, chiede ospitalità ad un clerico eremita, uomo colto ed esperto cerusico al servizio del Vescovo di Trani”. Una settimana tutta da gustare e da vivere all’insegna della spensieratezza e del buonumore. Anche quest’anno “Chi è di scena” mantiene le promesse e, di anno in anno, migliora un cartellone sempre ricco di eventi di grande qualità.

Per goderti gli spettacoli regalandoti momenti di relax, programma un soggiorno presso il B&B Night & Day di Cosenza situato a pochi passi dall’Anfiteatro Vincenzo Tieri di Castrolibero.

Per info e prenotazioni telefonare al 327 8517000

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Cosenza la Dotta potrebbe essere Capitale Italiana della Cultura 2018

Cosenza al tramontoChi la volle fondata dal figlio d’Ercole Brezio, il Barrio ne assegnò il merito agli Enotri, Gregorio De Lauro agli schiavi dei Lucani, certo è che la teoria più accreditata resta, a tuttoggi, quella del geografo greco Strabone secondo la quale Cosenza ebbe origine nel IV secolo a.C. ad opera dei Brettii (i romani li ribattezzarono, in seguito, Bruzi), un popolo di rozzi pastori che viveva intorno alle foreste della Sila. Accresciutisi per le continue immigrazioni di altre genti, essi fondarono una capitale dei vari popoli confederati. La città nata da quel consenso fu chiamata, appunto, Consentia. Senza soffermarci troppo sulle varie dominazioni, guerre e guerriglie che contraddistinsero la storia della città, poniamo l’accento sul periodo forse più lungo ed oscuro che visse Cosenza, come, del resto, tutto il Regno di Napoli, a partire dal XVI secolo, contraddistinto dalla dominazione degli Spagnoli. Cosenza decadde dal punto di vista economico e politico, ma grazie all’umanista Aulo Giano Parrasio si risollevò dal punto di vista culturale. Nel 1511 venne istituita l’Accademia che, centro di studi classici, riunì la migliore intellettualità della provincia, da Galeazzo di Tarsia ai fratelli Bernardino e Coriolano Martirano. Nel 1535 Carlo V, di ritorno dalla spedizione di Algeri, soggiornò a Cosenza, accolto dal Sindaco dei Nobili don Ferrante Bernaudo. Le solenni accoglienze prestate all’imperatore attestarono la viva presenza di architetti, pittori e umanisti locali. Erano infatti gli anni in cui le maestranze della Valle del Crati sperimentavano le loro capacità artistiche nei quartieri patrizi dei Padolisi e della Giostra Vecchia. Nel 1586 iniziò a diffondersi il pensiero innovatore di Bernardino Telesio che, nel “De rerum natura juxtapropria principia” apriva moderni orizzonti alla ricerca scientifica. L’Accademia (una delle primissime fondate in Europa), ribattezzata dal critico Sertorio Quattromani “Accademia Cosentina”, decaduta dopo la morte del proprio fondatore, fu riaperta da Telesio e da quel momento detta “Accademia Telesiana”. Alla morte del filosofo, all’Accademia dette impulso proprio il Quattromani e successivamente, nel 1591, l’arcivescovo Camillo Costanzo, da cui assunse il nome di “Accademia dei Costanti”. Nel 1649, per iniziativa dell’arcivescovo Giuseppe Sanfelice, venne fondata l’Accademia dei Negligenti che, tuttavia, si spense già nel 1660 alla morte del suo promotore. Cosenza diede illustri natali anche ad Antonio Serra, pioniere della moderna economia politica, gli scienziati Tommaso Cornelio e Marco Aurelio Severino, il teorico dell’Arcadia Gian Vincenzo Gravina. Nel 1756 venne fondata, dall’amico del Metastasio Gaetano Greco, l’Accademia dei Pescatori Cratilidi che riunì, tra gli altri, Luigi Maria Greco, Giuseppe Spiriti e Francesco Saverio Salfi.L’Accademia Cosentina riprese la propria attività nel 1895, dopo una lunga decadenza, grazie all’impulso del filosofo Bonaventura Zumbini. Negli stessi anni, Pasquale Rossi pubblicava i suoi primi studi di psicologia sociale. Nel corso del periodo fascista, la cultura non conformista spiccò grazie al giornalismo polemico di Antonio Chiappetta e umoristico di Michele De Marco finché il regime non riuscì ad imbavagliare la stampa, grazie ad una censura feroce, attorno al 1925. Nel 1979 viene emanato dal governo un decreto che designò Cosenza quale sede di una struttura nazionale bibliotecaria. Ad oggi, Cosenza, detta “La Dotta”, è tra le 21 città italiane in predicato di conquistare il prestigioso titolo di Capitale Italiana della Cultura 2018.  
Come nelle precedenti edizioni, la Capitale Italiana della Cultura 2018 riceverà dal Governo un contributo pari a un milione di euro per la realizzazione del progetto proposto. “Le esperienze finora realizzate” ha dichiarato il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, “da quella in corso a Mantova fino alla prossima di Pistoia, dimostrano come il titolo di Capitale Italiana della Cultura sia in grado di mettere in moto un meccanismo di progettazione virtuosa e di promozione delle città, coinvolgendo tutte le realtà economiche e sociali dei territori e rafforzando il concetto di Italia museo diffuso”. Un interessante video realizzato nel 2015 dall’emittente televisiva cosentina “Ten” (che vi proponiamo in calce a questo articolo), delinea i tratti di questa meravigliosa città della cultura attraverso il racconto di illustri personaggi, figli di questa terra, quali lo storico e scrittore Coriolano Martirano, lo storico Luigi Bilotto, il Professore Leopoldo Conforti, ex docente del Liceo Classico Bernardino Telesio e l’Architetto Fulvio Terzi.


Cosenza, città della cultura. Visitala per respirarne la storia e carpirne l’essenza. Organizza un viaggio di piacere nell’accogliente scenario della città dei Bruzi. Prenota una camera nel nostro B & B e goditi un soggiorno di vero relax.

Per prenotare una camera presso il B & B Night & Day di Cosenza telefona al 327 85 17 000.

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Tim Cup 2016 primo turno: Cosenza – Frattese

cosenza - frattese tim cup 2016Parte ufficialmente la nuova stagione calcistica 2016 – 2017. Il Cosenza Calcio, nel primo turno di Tim Cup, incontrerà la Frattese, gloriosa società dagli antichi trascorsi fondata nel lontano 1928. Scomparsa nel 2001 è stata rifondata nel 2012 con la denominazione “Associazione Sportiva Dilettantistica Nerostellati Frattese”. La gara, in programma nella serata di Domenica 31 luglio 2016 presso lo stadio Gigi Marulla (già San Vito) di Cosenza rappresenterà la prima occasione per visionare da vicino il nuovo ed ambizioso Cosenza allestito da Cerri e Roselli. Il B&B Night & Day, inoltre, per i residenti in quel di Frattamaggiore che seguiranno la propria squadra del cuore fino a Cosenza, eccezionalmente, applicherà uno sconto del 10% sul normale prezzo di listino. Cosenza – Frattese vedrà di fronte due realtà calcistiche figlie di piazze importanti e calorosissime. Il Cosenza, reduce da un buon campionato di Lega Pro chiuso al quinto posto avrà modo di farsi trovare pronto al cospetto di una Frattese ottima seconda nello scorso campionato di serie D girone I, notoriamente uno dei più duri e competitivi tra i gironi della massima espressione dilettantistica nazionale. La Frattese, nel corso della sua storia, vanta la conquista di un campionato di serie D nella stagione 1979 – 1980. La storia della Frattese ci riserva delle sorprese. Dal sito ufficiale della società Frattese Calcio apprendiamo che nel lontano 1945 “il campo della Frattese divenne il luogo preferito di allenamento del giovedì per le squadre del nord di serie A e B, che si recavano al Sud per gli incontri di campionato della domenica. I nerostellati ospitarono in partite amichevoli squadroni come la Juventus, il Milan, il Livorno e il Lecce. La Juventus fu battuta per 1-0, segnò per la Frattese nel primo tempo Cocò Nicolosi. Il Giornale Sportivo del 1946 cosi ricordava l’avvenimento: Nicolosi fu imbeccato alla perfezione da Esposito, ex stabiese, segnava a volo un goal di rara potenza, senza che Sentimenti potesse intervenire. La partita fu arbitrata da Minieri di Torre Annunziata, alla presenza di circa 3.000 spettatori. Nello stesso anno la Frattese ospitò il Milan, e anche questo fu sconfitto per 4-1. Segnarono nel Primo Tempo al 30° Iannucci, nel secondo tempo al 21° e al 25° Lopez, al 40° Pavesi, al 43° Carapellese per il Milan”. Ci sono tutte le premesse per godersi una splendida serata di sport all’interno dello stadio Gigi Marulla di Cosenza e, perché no, per godersi un dopo partita all’insegna del relax presso la nostra struttura. Per info e prenotazioni telefonare al 327.85.17.000