Chiesa di Sant’Agostino

Chiesa di Sant AgostinoNella omonima via, al sommo di una lunga scalinata, è la Chiesa di Sant’Agostino, appartenuta ai Padri Agostiniani con l’annesso Convento. Giunti a Cosenza nel 1426, gli Agostiniani Eremitani vi fondarono un Monastero del loro Ordine, che nel 1521 aderì alla Congregazione dei Zumpani, promossa da frate Francesco di Zumpano nel 1507. Questi detennero il Convento fino al 1810, quando in seguito al Concordato del 1741 fra il Regno di Napoli e la Santa Sede, cominciò ad attuarsi la riduzione di molte congregazioni religiose. Il Convento venne così tolto ai padri Agostiniani, poi fu utilizzato per uso militare sotto i francesi, come caserma dei Carabinieri e come carcere dai borboni, dove nel 1844 in alcune celle vennero rinchiusi i componenti della Spedizione dei fratelli Bandiera fino al giorno dell’esecuzione. Sotto l’egemonia fascista vennero adibiti a caserma per la milizia e nel dopoguerra furono dimora di sfollati, per essere poi adattati ad abitazioni private.

La Chiesa, fondata intorno al 1507, venne distrutta da un violentissimo terremoto e da un incendio nel 1640 e ricostruita nel 1757 ad unica navata a pianta rettangolare in stile barocco, perdendo in questa operazione ogni carattere originario. Nel 1844 in una sepoltura comune, dopo la fucilazione nel vicino Vallone di Rovito, vi vennero inumate, in via provvisoria, le salme dei fratelli Bandiera e compagni. Nel 1867, con una commovente cerimonia, i resti dei patrioti furono esumati e trasportati a Venezia.

La Chiesa ha un prospetto semplice ma nello stesso tempo imponente con una sola porta d’ingresso archiacuta con magnifico portale in pietra, sagomato e iscritto a caratteri gotici “Franciscus De Vuono di Panatteri hoc ops fieri fecit”. L’interno è ad una sola navata con soffitto a botte. Attualmente, dopo i recenti restauri, ha gli altari disadorni e privi delle antiche opere d’arte. Il primo da sinistra, è dedicato a Santa Monica con lo stemma degli agostiniani, il secondo contiene un quadro della Divina Misericordia ed una statuina di Santa Faustina Covalsca, il terzo contiene un dipinto della Sacra Famiglia ed una statuina di San Vincenzo Ferrari opera di Luigi Santifeller datata 2 aprile 1902.

In fondo alla navata spicca la statua della Madonna della Consolazione, realizzata in legno arabescato in oro, opera del napoletano Vincenzo Alaja, risalente al 1685. Sul lato destro troviamo: un bellissimo altare realizzato a mosaico in madreperla colorato con una nicchia attualmente occupato dalla statuina lignea che raffigura San Nicola Tolentino che indica la verità dei libri sacri ma che in futuro sarà la sede della statua di Sant’Agostino momentaneamente in fase di restauro. Esso contiene, all’interno dell’arcata della nicchia, degli affreschi circolari raffiguranti episodi della vita della Madonna. Proseguendo troviamo una nicchia con un affresco della Chiesa antica, venuto alla luce durante i lavori di restauro raffigurante San Giovanni Battista decapitato e infine l’altare con un dipinto del Cuore di Gesù. Sull’altare maggiore vi è un crocifisso del XIX secolo. In fondo alla navata è posta una splendida statua cinquecentesca in marmo raffigurante la Madonna col Bambino, detta Madonna della Febbre; poggia su una base ottogonale anch’essa in marmo con faccette scolpite a bassorilievo: al centro è raffigurata la Madonna col Bambino e ai suoi piedi un ragazzo inginocchiato; in quella sinistra, una Chiesa ed un monaco; in quella di destra, un Vescovo col baculo in mano, poi delle mura merlate e le porte di una città; non è difficile intravedervi, a mio avviso, la scuola di Antonello Gagini.

A sinistra, una porta consente l’accesso alla Cappella della Madonna della Consolazione per lungo tempo inagibile a causa dei danni prodotti dal terremoto del 1638, ma che preesisteva e alla quale fu addossata la costruzione cinquecentesca. Ai primi del ‘900 risorse a nuova vita insieme col campanile. Nel suo interno, forse per mascherare il suo stato di abbandono, è presente un bellissimo presepe curato nei più piccoli dettagli, raffigurante la Chiesa di Sant’Agostino con la sua scalinata e tutto ciò che comprende la piazzetta sottostante. La Cappella, decorata in stile barocco, si presenta in uno stato pietoso, privo delle sue opere d’arte (molte in fase di restauro). Sulla volta sono ancora visibili tre affreschi opera di S. Tancredi: La croce, Dio Padre e Gesù Cristo. Sulla destra è ancora visibile un bell’altare che una volta conteneva un dipinto simile alla Madonna degli Orefici della Cattedrale. L’altare di fronte è dedicato all’Addolorata e contiene una statua con mani e viso in porcellana del ‘600 e vicino un crocefisso in cartapesta del ‘700. Sull’altare principale della Cappella, in una nicchia è posta la statua della Madonna del Rosario. Sulla volta dell’abside, Madonna della Consolazione che consegna il Rosario ad una Santa domenicana; ancora un bellissimo confessionale in legno. Da una porta sulla destra si accede alla vecchia sacrestia, anch’essa in visibile stato di abbandono decorata da affreschi di forma circolare, da porte in legno antichissime, da un crocefisso e da una fontanella.

Alla destra della Chiesa, varcato un grande portale tufaceo, si entra nel bellissimo chiostro a pianta quadrata, in mezzo a cui troneggia il classico pozzo circolare sormontato da due colonne quadrate, terminanti con capitelli e unite da un arco munito di un tetto in coppi.

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