Chiesa e Convento di Santa Maria della Sanità

Chiesa Santa Maria della SanitaEretta dai frati Conventuali insieme con l’attiguo Convento, si trova nel quartiere di Portapiana. La fondazione risale 1481 ed ebbe l’attuale denominazione nel 1652. Nel 1638 un violento terremoto danneggiò il complesso religioso. Dei lavori di restauro del XVIII secolo conosciamo l’anno di inizio (1713) e l’anno in cui ebbe termine (1759). Nel 1905 l’edificio venne quasi completamente distrutto da un nuovo sisma e per essere ricostruito ci vollero quattro anni. Nel 1910 le strutture furono requisite per scopi militari, ma solo per un breve periodo. Nel 1980 ebbero inizio i lavori di restauro.

All’esterno della Chiesa è da ammirare il portale, in tufo, decorato con colonnine tortili e modanature di gusto classicheggiante, opera di maestranze locali, che riproduce uno schema adottato in altre Chiese. Essa presenta una volta a botte con stucchi creati da Paolo, Antonio e Saverio Bove. L’interno è ad un’unica navata di stile barocco, sulle pareti vi sono una serie di altari, quattro per lato. Da segnalare sul primo altare di destra un Crocefisso del XVI secolo. Sul secondo, quadro dell’Immacolata ad olio su tela del XIX secolo; segue altare con dipinto di Sant’Antonio eseguito da F. Ronchi nel 1882; poi tela di ignoto del XIX secolo su cui è effigiato Sant’Ippolito. A sinistra, il primo altare è dedicato alla Madonna del Carmine con relativa tela; il secondo contiene un quadro di Sant’Anna, il terzo di Santa Lucia; il quarto custodisce il quadro della Purità. Tra un altare e l’altro, incassati nel muro, sono posti, su entrambi i lati, due originali confessionali, sulla parete sinistra uno è sovrastato da un pulpito. Sull’altare maggiore, costruito in marmi policromi, è posta la pala d’altare che raffigura la Madonna della Sanità eseguita da Rocco Ferrari nel 1910. Inoltre, nella parete absidale destra, si ammira una tela che raffigura la Pietà; su quella opposta, è ritratto Cristo alla colonna, quasi sicuramente opera di Giuseppe Pompeiano da Scigliano, eseguita nel 1767. Tra una tela e l’altra, in apposite edicole, sono posti degli affreschi che raffigurano: Santa Margherita, Santa Rita, Santa Geltrude e Santa Caterina. In sagrestia, i seguenti dipinti: Madonna delle Grazie, San Luigi, la Decapitazione di San Giovanni e la statua di Santa Maria della Sanità. Dalla sagrestia partiva il cosiddetto “tragitto”, cioè il percorso privato del vescovo e degli alti prelati per entrare in Chiesa.

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