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Calendario Serie B stagione 2020 2021

Da piazza dei Miracoli a Pisa si è alzato il sipario sul campionato di Serie B, con la presentazione del calendario della stagione 2020-21. Il B&B Night & Day di Cosenza (di fronte allo stadio San Vito – Marulla) sarà, come sempre, pronto a ricevere quanti vorranno seguire in trasferta la propria squadra del cuore nella città Bruzia. Non vediamo l’ora di rivedere il pubblico negli stadi e di accogliere nuovamente, a braccia aperte, i rappresentanti delle tifoserie ospiti!

Il calcio d’inizio è stato fissato per il 26 settembre (anzi, il 25 con il consueto anticipo) e si concluderà venerdì 7 maggio 2021 per permettere la disputa dei playoff e dei playout prima del ritiro delle nazionali. Si giocherà anche a Pasquetta, lunedì 5 aprile. Il nuovo calendario conferma anche gli appuntamenti natalizi: si scenderà in campo il 27, il 30 dicembre e il 3 gennaio, poi la sosta e si riprenderà il 16. Come richiesto dai presidenti delle società, sarà rispettata la sosta per le partite delle nazionali anche in virtù dei numerosi giocatori convocati durante questi impegni. Otto i turni infrasettimanali: 20 ottobre; 15, 22 e 30 dicembre 2020; 9 febbraio; 2 e 16 marzo; 20 aprile 2021.

Scarica il Calendario della serie B stagione 2020 – 2021

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Audiolibri che parlano di Cosenza

undefinedInauguriamo oggi sul sito del B&B Night & Day una nuova sezione interamente dedicata agli audiolibri che parlano della città di Cosenza, dei suoi figli illustri e più in generale della nostra terra di Calabria. Il progetto, assolutamente gratuito e fruibile da chiunque, nasce dalla voglia di portare a conoscenza dei turisti ma, perché no, anche dei nostri conterranei, nozioni ed informazioni utili ad arricchire la propria esperienza di viaggio o semplicemente la propria cultura.

Gli audiolibri potranno essere ascoltati direttamente dalla pagina del sito che abbiamo appositamente realizzato. La sezione verrà, di volta in volta, arricchita di contenuti man mano che riusciremo a reperirli e, l’auspicio è che si riesca a rendere disponibile anche qualche audiolibro in lingua straniera.

Il B&B Night & Day, da sempre cerca di soddisfare le esigenze dei viaggiatori. Molto spesso ci sono state chieste informazioni inerenti la nostra città e, i turisti più attenti, non di rado hanno chiesto in gran numero approfondimenti di natura storica.

Da qui l’idea di realizzare un servizio che possa contribuire a rendere il soggiorno presso la nostra struttura e, più in generale nella città di Cosenza, non solo gradevole ma anche interessante dal punto di vista culturale, d’altronde Cosenza “la dotta” è conosciuta in tutto il mondo anche come l’Atene della Calabria per il suo passato culturale (l’Accademia Cosentina, ad esempio, è una delle primissime accademie fondate in Italia) ed è doveroso divulgare il più possibile ciò che caratterizza la nostra comunità rendendola così speciale.

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Bookcrossing nel B&B Night & Day di Cosenza

Chi almeno una volta non ha ritrovato parte di sé e della sua vita in un libro, brano o racconto. Specchiarcisi, riflettere ed elaborare lo scritto dandogli vita attraverso le nostre emozioni. Il popolo dei bookcrossari fa di più: attraverso un atto d’amore-sacrificio libera il libro, lo lascia andare al suo destino in cerca di altri attori capaci di interpretarlo e farsi a sua volta catturare dalla magia di uno scritto che mai gli apparterrà. É questa in fondo l’essenza del bookcrossing: amare a tal punto un libro da decidere di privarsene per poterlo condividere con sconosciuti di tutte le età, sesso, nazionalità.

Presso la nostra struttura è, da sempre, gradita e incoraggiata la pratica del bookcrossing, al fine di far confluire la passione per la lettura con il desiderio di condividere tale passione anche con gli altri. “Liberare” i libri per permettere agli altri di poterli trovare, leggere e consentire la continuazione del loro “viaggio”. Ciò rende possibile la realizzazione di una biblioteca virtuale in giro per il mondo, senza frontiera alcuna che permette a migliaia di amanti dei libri di venire a conoscenza di testi, di poterne fruire e, con un gesto di “generosità”, permettere anche ad altre persone la condivisione della conoscenza.

In cinque anni di attività sono stati condivisi, o meglio “liberati”, finora circa 30 libri tra i quali citiamo, meramente a titolo esemplificativo: Piccolo mondo antico di Antonio Fogazzaro; Il tailleur grigio di Andrea Camilleri; La città buia di Michael Connelly; Croce e delizia di Luciano De Crescenzo; Il libro selvaggio di Juan Villoro; Novecento di Alessandro Baricco e molti altri.

In camera, sul terrazzo o in cucina sorseggiando un buon caffè, i nostri ospiti hanno trovato il modo di leggere coccolati da un’atmosfera alquanto rilassante e tranquilla che favorisce la concentrazione ed aumenta il piacere di immergersi completamente nei racconti. La passione e il gradimento mostrato verso questo servizio ci ha fatto capire che il lettore migliore non è chi legge più libri, ma chi trova più cose in quello che legge. La sensazione che si ha parlando con ciascuno di loro prima della partenza è che sicuramente questa esperienza sia stata utile e piacevole per arricchire il proprio bagaglio culturale, oltretutto a costo zero.

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Holiday Bond per vacanze a Cosenza a basso costo

Holiday BondIl “Covid – 19” ha messo in ginocchio l’intero settore del turismo ma a farne le spese irrimediabilmente è stato il settore extralberghiero, mai neanche citato o preso in considerazione da parte del governo per ciò che attiene una qualsivoglia forma di aiuto economico. Centinaia di migliaia di famiglie che avevano un’unica entrata derivante proprio da questo lavoro non sanno più a che Santo votarsi per far fronte alle esigenze della vita quotidiana. I pochi risparmi messi da parte scarseggiano o sono già del tutto finiti e non di rado ci si rivolge alle associazioni di volontariato per poter mettere in tavola un piatto caldo. Com’è evidente lo Stato ha lasciato da soli moltissimi operatori turistici e, soprattutto quelli che hanno un bed and breakfast senza partita Iva, un esercito di soggetti che evidentemente ha l’obbligo di pagare le tasse ma non di ricevere aiuti per sopravvivere. In un contesto di emergenza totale che interessa la sfera sanitaria così come quella economica e sociale, ho deciso di intraprendere la via dell’emissione degli “Holiday Bond”, uno strumento semplice, replicabile da tutti, che garantisce ai clienti di investire per il futuro garantendosi vacanze a bassissimo costo, ottenendo un risparmio notevole, pari al 40%, assicurando al contempo un po’ di liquidità immediata a chi in questo momento non ha alcuna possibilità di far fronte ad una crisi insormontabile. L’Holiday Bond, acquistabile fino al 15 giugno 2020, da diritto, alla prenotazione di un soggiorno di una notte (o più) per due persone in camera matrimoniale con bagno privato, wi-fi, climatizzazione, TV Color e prima colazione al costo di 30 € cadauno ed ha un controvalore di 50 €. Può essere acquistato (per informazioni più dettagliate basta scrivere a: bebnighteday@libero.it o telefonare al 3278517000) per sé stessi o donato ed è utilizzabile a partire dal termine dell’emergenza sanitaria dovuta al “Covid – 19” e fino al 31/12/2022. Qualora la camera fosse già impegnata si potrà concordare tranquillamente un’altra data per la fruizione del bond all’interno del periodo di validità dello stesso. Un atto d’amore verso il prossimo che tiene conto di un periodo di crisi in cui risparmiare fa comodo a tutti. Questa è l’Italia che aiuta l’Italia. Rialziamoci!

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Sapori di Calabria

 

Cucina calabreseVisitare la Calabria significa anche scoprire i sapori (spesso decisi) che caratterizzano questa bellissima terra, e mangiando nei ristoranti per banchetti calabresi si ha la possibilità di assaggiare alcuni dei piatti e prodotti tipici che fanno parte della cultura e della storia di questa regione.
Anche se molti dei piatti tipici calabresi sono rimasti sostanzialmente invariati nel tempo, e risentono dell’influenza lasciata dai popoli che hanno vissuto in queste lande, dai Greci agli Arabi, la cucina calabrese è famosa nel resto d’Italia (e oltre) per il largo uso di peperoncino, ossia un ingrediente importato solo dopo la scoperta dell’America e quindi meno antico rispetto ad altri ingredienti. E il peperoncino è in effetti molto presente nei piatti calabresi, che sono spesso caratterizzati da gusti decisi e piccanti. È questo il caso della ‘Nduja, ossia un salame tipico calabrese a pasta morbida, e dei bianchetti , chiamati in Calabria Jancumangiari, preparati sott’olio con peperoncino e poi fritti in pastella. Altro sapore molto presente nella cucina calabrese è la cipolla, rigorosamente di Tropea! Il piccolo comune della provincia di Vibo Valentia ha legato indissolubilmente il proprio nome a quello della famosa cipolla rossa, a cui è stato attribuito il marchio di qualità, e che si contraddistingue per la particolare dolcezza. Le cipolle figurano tra gli ingredienti di molti piatti, come le freselle al tonno, tipiche appunto di Tropea. La presenza di sapori molto forti e piccanti nella cucina calabrese può suonare strana e cozzare con le alte temperature raggiunte in estate in questa regione, eppure peperoncino, cipolla e altri sapori forti sono parti costitutive della cucina calabrese.

La cucina calabrese è ovviamente ricca di piatti a base di pesce, dato che si tratta di una delle regioni italiane con la più alta percentuale di zone costiere. Se vi capita di visitare la costa della Calabria, difficilmente entrerete in dei ristoranti per cerimonie calabresi tipici senza che vi vengano proposti deliziosi piatti a base di pesce. Il tonno e il pesce spada sono tra i prodotti ittici più presenti nella tradizione culinaria calabrese, almeno per quanto riguarda il versante tirrenico, mentre sul versante ionico la specialità sono i già citati bianchetti. Da segnalare, tra i piatti a base di pesce, la “sardella”, ossia una pasta cremosa di sarde o bianchetti e arricchita con spezie – e ovviamente peperoncino – che si può spalmare sul pane o usare per condire la pasta.

Non solo pesce però: anche l’offerta di piatti a base di carne (di capra e maiale in primis) è molto ricca in Calabria. Piatti tipici calabresi sono le “frittole”, a base di cotenna e carne di maiale bollite nel grasso del maiale stesso, le costolette d’agnello alla cosentina (con cipolla, pomodori, peperoni e olive verdi), la salsiccia calabrese, l’arcinota soppressata (piccante o dolce), e la pasta con il sugo di maiale e capra.

Tra le verdure più diffuse e impiegate nella cucina calabrese ci sono, oltre alla cipolla, anche le melanzane, le fave, i pomodori e i peperoni, usati per preparare piatti molto gustosi come la parmigiana di melanzane o i pipì chìni (peperoni ripieni).

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl

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Emergenza Coronavirus

Si avvisa la spett.le clientela che il nostro bed and breakfast resterà temporaneamente chiuso fino a data da destinarsi. 

Saremo lieti di accogliervi con il calore umano che ci contraddistingue da sempre a fine emergenza sanitaria.

Non si accettano prenotazioni vista l’impossibilità di ricostruire i percorsi ed i contatti dei viaggiatori.

 

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Paulaner Oktoberfest Calabria 2019

Una festa per tutti, tutto in una festa! Il Paulaner Oktoberfest Calabria, come quello di Monaco di Baviera, vuole essere soprattutto una festa per famiglie e per gruppi di amici che amano stare insieme. Per non deludere le aspettative di chi già conosce questa magnifica manifestazione e di chi, non conoscendola ancora, si aspetta un evento con una marcia in più, è stato scelto di adottare l’ormai celebre format Paulaner Oktoberfest Cuneo che, grazie alla certificazione Oktoberfest Ufficiale Paulaner nel mondo, permetterà all’Oktoberfest Calabria di essere annoverato tra gli eventi più importanti in Europa, a fianco dell’Oktoberfest Cuneo, Parigi, Madrid, Marsiglia, Barcellona. Preparatevi quindi ad immergervi in un’atmosfera unica, una dodici giorni ricca di eventi che sapranno accontentare i gusti di tutti coloro i quali intenderanno partecipare!

Si inizia mercoledì 23 ottobre 2019 alle ore 17:00 con una parata che partirà dal Municipio di Rende e arriverà alle ore 18:00 presso l’Artea Mercatale di via Parigi, luogo prescelto per la festa. Nel corso dei dodici giorni si potranno ammirare le esibizioni di numerosi gruppi musicali che allieteranno ed intratterranno i visitatori. Gli Alpen Vagabunden, presenza fissa della kermesse, proporranno ogni giorno il loro ricco repertorio di musica bavarese nonché le migliori hit internazionali per coinvolgere il pubblico con un vero e proprio show di animazioni e folklore. Il gruppo si esibisce per la prima volta nel novembre del 1991 a Gornji Grand, in Slovenia, per poi iniziare con la carriera professionale sia in Svizzera e che in Germania, preparando un repertorio di oltre 40 canzoni. Il 1999 li vede vincitori del primo premio della giuria e del premio del pubblico, al festival di Carinzia. Molte le apparizioni più importanti, tra le quali si contano il concerto al Consolato per il governo americano a Vienna, il concerto di beneficenza di Shanghai, in occasione del trentennale della compagnia aerea Lufthansa di Pechino, due volte all’Oktoberfest di Shanghai, tre volte all’Oktoberfest di Pechino, la Polka sulla Grande Muraglia Cinese e numerosi tour nel mondo, oltre naturamente alla partecipazione fissa all’Oktoberfest Cuneo.

Il 24 ottobre sarà la volta di Franco Sposato, il cantante della Vasco Real Tribute con piu di 1000 live in tutta Italia, vincitore della Discoverband 2010 come miglior tributo a Vasco Rossi e giudicato come la voce piu fedele del KOM nazionale.

Il 25 ottobre a prendere la scena saranno gli Italian Bee Gees! La band dei fratelli Egiziano (Walter, Davide e Pasquale), ha ufficialmente inizio nel Luglio del 2000, con la partecipazione al programma televisivo “Momenti di Gloria”, condotto da Mike Bongiorno. Da allora le esibizioni degli “Italian Bee Gees” hanno più volte varcato i confini Nazionali, con concerti ed apparizioni televisive in Germania, Stati Uniti ed Inghilterra, e proprio in quest’ultima, nel Novembre del 2002 si sono aggiudicati il secondo posto nella importante competizione televisiva “Stars in their eyes European Championship” tra cover band provenienti da 10 Nazioni Europee. In seguito a questo successo ed alla approvazione di Robin Gibb (dei BEE GEES) in persona, nonché della stampa inglese, i fratelli Egiziano si sono guadagnati l’ingresso tra le cover band ufficiali dei BEE GEES, con numerose pagine a loro dedicate sui più importanti siti web riguardanti i Gibb.

Il 26 ottobre sarà la volta dei Ricci di Mare, un progetto musicale che nasce nella città di Cosenza scaturito dal condiviso amore e immensa passione per la musica da ballo di derivazione afro-americana. La formazione iniziale sale alla ribalta come organ trio, formato da Fabio Guagliardi all’Hammond, Francesco Grosso alla batteria e Riccardo Guido alla chitarra. I tre portano in città il sound tipico dei noti standards della storia del soul, del funky e del blues con un tocco di sana follia creativa che fomenta e incuriosisce gli appassionati del genere.

Il 28 ottobre si esibiranno i ragazzi della The Original Tribute Band To Beach Boys, unica Tribute Band in Italia della mitica e intramontabile band statunitense: THE BEACH BOYS. Un progetto fondato da quattro musicisti calabresi amanti del rock’n’roll e del surf rock catapulteranno tutti in danze sfrenate sulle ritmiche sostenute del rock’n’roll.

Il 31 ottobre tutti in maschera con i Zabatta Staila Crew! “Indossare una maschera, ti permette di diventare qualsiasi cosa. Di poter dire qualsiasi cosa. La maschera non identifica nessuno, ti libera da tutti gli ingranaggi in cui sei imbrigliato. La maschera può essere chiunque si ci rispecchi. Viviamo tempi dove tutti sono concentrati sull’immagine, sui volti, sui filtri e sui selfie. Noi, semplicemente, no. Ti cantiamo la pàmpina, ti diciamo quello che sai ma che non vuoi dirti. Ti svegliamo, cumu nu suttamussu. Siamo per le idee giuste, condanniamo ed elogiamo chiunque se lo meriti. Siamo Supereroi, siamo quelli del bar di quartiere, quelli sopravvissuti alla vita di periferia. Siamo quello che pensi, la tua estensione. Siamo le tue risate, il tuo sarcasmo, la tua rabbia. Siamo la Zabatta Staila Crew.”

Il primo novembre saliranno sul palco I Rubber Soul, cover band formatasi a Cosenza nel 2006 con l’intento di riproporre dal vivo i brani dei Beatles riproducendo il sound e lo stile originali del quartetto di  Liverpool. La scelta del nome è dovuta alla volontà di rendere omaggio all’album che segna il passaggio alla fase più matura della produzione dei Beatles e a una nuova stagione per tutta la musica moderna.

Il 4 novembre si chiude con Vincenzo Castello e il suo tributo ai Queen! Castello dal 2007 al 2009 è frontman dei Pelagus, suo primo amato gruppo, con cui comincia a farsi notare per la coinvolgente presenza scenica e le doti canore, celebrando i propri idoli, spinto dall’amore per l’arte di Freddie Mercury, Brian May, John Deacon e Roger Taylor. Vincenzo Castello vanta più di 800 concerti tributo ai Queen, in gran parte d’Italia e all’estero (Turchia e Repubblica di San Marino), in locali, piazze e teatri.

Per poter giungere direttamente davanti all’ingresso del padiglione l’organizzazione dell’evento ha predisposto un comodissimo servizio navetta. Tutta l’area urbana sarà attraversata, fino a notte fonda, dalle navette Paulaner Oktoberfest Calabria. Ecco le fermate a Cosenza: Uscita autostradale Cosenza di fronte REM – Citta dei Ragazzi – Autostazione (a solo 1 km dal B&B Night & Day di Cosenza).

 

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Viaggiando alla scoperta di Cosenza 2

Quest’oggi voglio condurvi alla scoperta di alcuni luoghi simbolo della città di Cosenza. Il viaggio inizia dalla cosiddetta “Villa Vecchia”, il giardino comunale di Cosenza, certo non l’unico ma probabilmente il più amato dalla popolazione, recentemente ristrutturato e al quale sono stati aggiunti vicoli, spazi verdi, statue, fontane ed anche un grazioso spazio destinato a rappresentazioni teatrali all’interno di un laghetto artificiale cui gli artisti accedono dal retro. Qui si tengono diverse manifestazioni culturali di grande richiamo anche per gli abitanti delle zone limitrofe. Citiamo, ad esempio, il Festival delle Invasioni che ogni estate raduna numerosissimi visitatori e che, di recente, ha portato a Cosenza cantanti del calibro di Lou Reed e Patty Smith. Una visita alla Villa Vecchia, insomma, se passate da Cosenza, sarà un valido pretesto per una rilassante passeggiata nel verde. Il bello è che non dovrete neanche andarci apposta: l’entrata principale del parco è a due passi dal famoso Teatro Alfonso Rendano che dispone di 815 posti a sedere. Il palcoscenico è capace di ospitare allestimenti, anche impegnativi, di spettacoli lirici e di prosa. La configurazione dei volumi consente di ospitare concerti sinfonici, spettacoli di danza e convegni importanti. La struttura è, inoltre, dotata di un laboratorio di falegnameria, sartoria, sala trucco e infermeria. All’interno del teatro è posta una sala più piccola, molto bella, denominata sala “Maurizio Quintieri”, meglio nota come “Ridotto del Rendano”, che può ospitare fino a 150 persone. La facciata del teatro è di stile neoclassico ottocentesco e tra le parti originali ancora presenti, possiamo apprezzare “Il sipario storico”, che illustra l’arrivo a Cosenza, nel 1433, del Duca di Calabria e Re titolare di Napoli Luigi III d’Angiò e di sua moglie Margherita di Savoia dipinto dal napoletano Paolo Vetri nel 1901.  Non molto lontano dal teatro, nel complesso monumentale di Sant’Agostino sorge il Museo dei Brettii e degli Enotri che ospita una vasta collezione archeologica, proveniente dagli scavi urbani e da diverse località della provincia, che abbraccia un ampio arco cronologico: dai resti ossei del Paleolitico superiore delle grotte di Cirella all’oinophoros di età romano-imperiale (III sec. d.C.) proveniente da Cosenza. Merita sicuramente una visita anche il nuovissimo BoCs Art Museum, posto all’interno del complesso monumentale di San Domenico, alle porte della città nuova che raccoglie tutte le opere realizzate nell’ambito della Residenza Artistica Bocs Art (the box of contemporary spaces), avviata il 4 luglio del 2015 dal Comune di Cosenza. Il progetto di residenza, ha ospitato finora più di 350 artisti, appartenenti a diverse generazioni e con percorsi di ricerca differenti – dalla pittura alla scultura, dalla fotografia all’installazione, dalla performance alla video-installazione, fino alla Street Art – offrendo al pubblico una panoramica su quelle che sono le tendenze più attuali dell’arte contemporanea. Inoltre, ha consentito di determinare una vera e propria piattaforma aperta al dialogo con la collettività cosentina, che in diversi modi è stata invitata a partecipare alle attività proposte dagli artisti durante il periodo di permanenza nella città. Vi consiglio di fare una capatina anche al famoso Castello Svevo. Edificato dai Normanni su preesistenti strutture saracene, il castello domina la città di Cosenza dal colle Pancrazio. Un funesto terremoto lo rese inagibile nel 1184 e fu Federico II di Svevia a ripristinarlo, ampliandolo con la torre ottagonale. Per gli amanti degli abiti d’epoca va segnalata assolutamente la “Casa delle Culture”, ex casa comunale destinata ormai da anni ad ospitare eventi di ogni genere nonché delle mostre allestite a cura di Roberto Bilotti. Al primo piano un’ala è dedicata, per l’appunto, al costume nell’800 e nel ‘900. A corredo delle foto che tappezzano le pareti, sono esposti abiti autentici dell’epoca, che raccontano la storia della moda a Cosenza negli anni dell’Unità, espressione di creatività e personalità, un patrimonio storico in stoffa e forme delle famiglie Gentili di San Fili e Boscarelli di Bisignano. L’esposizione permette di compiere un originale e suggestivo percorso nella storia, nella moda e nella tradizione artigianale della “Calabria Citra“. Tra le curiosità, i ventagli che rappresentavano un utile strumento di comunicazione: dal loro posizionamento, infatti, si potevano inviare segnali e messaggi grazie ad un collaudato “codice” (lasciarlo scivolare sulle guance, ad esempio, voleva dire “ti voglio bene”; muoverlo con la mano sinistra “ci osservano”; far scivolare il dito dell’altra mano sui bordi “voglio parlarti”). Finisce qui questo viaggio alla scoperta della città dei Bruzi. Ma c’è ancora tanto da vedere e da raccontare! Di sicuro tornerò nella patria di Bernardino Telesio, a presto!

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Viaggiando alla scoperta di Cosenza

Cosenza, città dalla storia millenaria, crocevia di genti e di culture, è città tutta da scoprire in cui lasciare che i segni del passato guidino i nostri sensi.  Divisa in due zone distinte dalla confluenza dei fiumi Crati e Busento, vanta un centro storico tra i più belli d’Italia e un agglomerato urbano moderno, vivace e vivo, in cui la movida la fa da padrona. Centro culturale di grande importanza, Cosenza, detta “La Dotta” diede i natali a Bernardino Telesio, filosofo e naturalista italiano, iniziatore della nuova filosofia della natura rinascimentale. Trassero ispirazione dalla sua dottrina Giordano Bruno, Cartesio, Francis Bacon e Tommaso Campanella. Cosenza è ricordata da Strabone come città dei Bruzi, non greca. Subì, tuttavia, l’influenza della Magna Grecia e in seguito, come tante altre città fu coinvolta nelle vicende delle guerre puniche. Divenne romana e acquistò importanza con la costruzione nel II secolo a. C. della via Popilia, da Capua a Reggio. Secondo una leggenda, nel 410 d.C. presso Cosenza sarebbe morto Alarico, re dei Visigoti, che i suoi avrebbero poi seppellito con i tesori predati durante il sacco di Roma, nel letto del Busento, dopo averne deviato le acque. Ancora oggi molti turisti hanno la possibilità di cimentarsi nella ricerca del famoso tesoro lungo un percorso appositamente studiato e che sarebbe, a detta di molti studiosi, il luogo più indicato per effettuare le ricerche. È facile vedere per le vie del centro storico o lungo la confluenza dei fiumi Crati e Busento, turisti equipaggiati da capo a piedi con strumentazioni di ogni genere, su tutte l’immancabile metal detector! A pochi passi dalla confluenza nasce e si sviluppa il MAB (Museo all’Aperto Bilotti), unico in Italia, offre a tutti, gratuitamente, per 365 giorni all’anno, l’opportunità di ammirare opere di Salvador Dalì, Giorgio de Chirico, Giacomo Manzù, Amedeo Modigliani, Sacha Sosno, Mimmo Rotella, Pietro Consagra, Giuseppe Gallo, Giò Pomodoro ed Emilio Greco, mentre si passeggia lungo Corso Mazzini e si fa shopping o perché no, si mangia un gelato. Un altro museo unico nel suo genere è il Museo Storico all’Aperto, collocato nel cuore pulsante del centro storico consta di 25 meravigliosi pannelli pittorici che narrano della storia e delle dominazioni della città di Cosenza. I pannelli sono stati realizzati da pittori internazionali del calibro di  Alexandre Barbera-Ivanoff, Goyo Domínguez, John Picking, Richard Whincop e Silvia Pecha. Che dire poi dei contrasti urbanistici che stupiscono sempre più i turisti provenienti da ogni parte del mondo. Un esempio lampante in tal senso è il famoso ponte di San Francesco di Paola, realizzato da Santiago Calatrava, che tra l’altro vanta un record europeo trattandosi del ponte con l’antenna più alta in assoluto, ben 104 metri. L’inventiva degli operatori turistici rende i soggiorni particolarmente piacevoli e divertenti. Il turismo esperienziale a Cosenza non manca di certo. Parlavamo prima della ricerca attiva del tesoro di Alarico ma abbiamo scoperto che, ad esempio, bed and breakfast situato di fronte allo Stadio organizza delle cene teatrali nel corso delle quali gli ospiti della struttura, gustando piatti tipici locali possono apprendere la storia che li lega al territorio grazie ad un simpatico e preparatissimo cantastorie travestito da cuoco! Originali e molto divertenti sono anche le visite guidate della città organizzate con il bus scoperto o a piedi lungo itinerari (ben 15 diversi) ricchi di fascino e mistero. Guide turistiche professioniste in costume d’epoca narrano la storia dei luoghi d’interesse con grande maestria rendendo l’esperienza quanto mai piacevole.  Che dire poi delle “simpatiche” presenze sul corso principale? Lo scorso anno enormi dinosauri a grandezza naturale dominarono la scena per circa 5 mesi attirando la curiosità e l’interesse di migliaia di turisti. Quest’anno a farla da padrone sono i giganteschi animali coloratissimi della Craking Art Group. Che dire, questo viaggio a Cosenza è stato stupefacente e vi racconterò molto altro. Seguitemi!

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Il Museo dei Brettii e degli Enotri compie 10 anni

Percorso espositivo del Museo dei Brettii e degli Enotri

Il Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, ospitato all’interno del Complesso Monumentale di S. Agostino, compie 10 anni! Per l’occasione è previsto l’ingresso gratuito per tutti coloro i quali vorranno visitarlo, domenica 27 ottobre 2019 dalle ore 10:00 alle ore 22:00. Il museo è dotato di 10 sale espositive all’interno delle quali è possibile ammirare reperti che vanno dalla Preistoria al Risorgimento.

Lungo il percorso espositivo i pannelli, i banner e le fasce sulle vetrine richiamano, facendo da guida al visitatore, il colore identificativo dell’epoca illustrata in ciascuna sala.

SALE 1-4: dai primi abitatori dell’età della pietra (100.000 anni fa) all’illustre popolo degli Enotri, che a partire dalla media età del bronzo e durante l’età del ferro (1.700-720 a.C.) intrattenne scambi con i Micenei prima e i Greci poi, fino alla colonizzazione greca e alla nascita della Magna Grecia. La necropoli di Torre del Mordillo rappresenta il cuore di questa sezione espositiva.

SALA 5: la colonia di Sibari, fondata nel 720 e distrutta nel 510 a.C. dalla città di Crotone, è rappresentata dal santuario extraurbano di Cozzo Michelicchio. Oltre alle note statuette fittili, sono esposti i frammenti dei fregi dipinti, già attribuiti alla località di San Mauro.

SALE 6-8: le vicende della colonia panellenica di Thurii – rifondata nel 444 a.C. per volere di Pericle dagli Ateniesi e gli altri Greci sulle rovine della scomparsa Sibari – e dei popoli indigeni: in opposizione ai Lucani e ai Greci si definisce infine il popolo dei Brettii (356 a.C.), con Cosenza come capitale.

SALE 9-10: i Romani soggiogarono i Brettii dopo la seconda guerra punica (202 a.C.). Cosenza mantenne un’importanza centrale nella regione, come illustrato dagli scavi urbani. Tre epigrafi e la collezione numismatica, con monete dall’età magnogreca a quella medievale, completano l’esposizione.