Cosenza

Cosenza: panorama notturno
Cosenza by night

Collocata all’inizio della Valle del Crati, tra la Sila e la catena costiera, Cosenza si trova nel cuore dell’omonima provincia. É toccata dall’autostrada del Sole, ma anche da una superstrada che collega, trasversalmente, Paola con Crotone. É servita dalle Ferrovie dello Stato (collegamento con la litoranea tirrenica a Paola e con quella ionica a Sibari) e dalle Ferrovie Calabrolucane.

Cosenza, che sorge alla confluenza del Crati col Busento, è nettamente distinta in due quartieri separati dal corso del Busento: l’uno antico, a monte, e l’altro moderno, più ampio, in zona pianeggiante. Quest’ultimo, che ha una disposizione viaria essenzialmente ortogonale, si è esteso verso Nord solo a partire dall’ultimo decennio dell’800, in seguito alla bonifica delle zone paludose e alla costruzione della ferrovia per Sibari.

Cosenza contava 17.287 abitanti nel 1861, 20.857 all’inizio del secolo, 40.032 nel 1936. Notevole è stato l’incremento demografico nel ventennio che va dal 1951 al 1971: 57.010 abitanti nel 1951, 78.611 nel 1961 e 102.086 nel 1971. Oggi la città di Cosenza, stando ai dati diffusi dopo l’ultimo censimento effettuato, conta una popolazione pari a 68.913 abitanti.

L’economia della città è, in parte, ancora basata sulle produzioni agricole della zona circostante (ortofrutticoli, cereali, bestiame, legname), per la quale il capoluogo funge anche da mercato. Gli sviluppi industriali sono stati, finora di limitata importanza. Sono comunque presenti principalmente i settori del vestiario-abbigliamento, della meccanica, della lavorazione del legno. Intensa è stata l’attività edilizia. Come centro terziario, Cosenza gioca un importante ruolo nel campo commerciale e in quello amministrativo.

Cosenza Vecchia
Cosenza Vecchia – Centro Storico

Cosenza è ricordata da Strabone come città dei Bruzi, non greca. Subì, tuttavia, l’influenza della Magna Grecia e in seguito, come tante altre città fu coinvolta nelle vicende delle guerre puniche. Divenne romana e acquistò importanza con la costruzione nel II secolo a. C. della via Popilia, da Capua a Reggio. Secondo una leggenda, nel 410 d.C. presso Cosenza sarebbe morto Alarico, re dei Visigoti, che i suoi avrebbero poi seppellito con i tesori predati durante il sacco di Roma, nel letto del Busento, dopo averne deviato le acque. Le dominazioni che si succedettero nell’Italia meridionale (bizantini, normanni, svevi, angioini) coinvolsero anche Cosenza, che però riuscì sempre a evitare soggezioni feudali. Il suo carattere demaniale fu confermato, nel secolo XV, da Alfonso I di Aragona, che le concesse ampi privilegi. Tuttavia il declino della città iniziò proprio con l’avvento del dominio spagnolo.

Cosenza conserva diversi resti antichi e altomedievali, anche se, tuttavia, di maggiore consistenza sono quelli successivi, che coincidono cronologicamente con il ruolo politico egemone che, dal secolo XIII, la città acquisì all’interno della Calabria settentrionale: la cattedrale (nel cui tesoro si conserva un’importantissima croce-reliquiario del secolo XII, con smalti “alla bizantina”, forse palermitani) e la chiesa di San Francesco sono prevalentemente duecentesche; il castello, che dal colle Pancrazio domina i tortuosi quartieri medievali, risale in gran parte a Federico II. Quattrocentesche sono le parti originarie della chiesa conventuale di San Domenico, posta al di là del Busento, che nel ‘700 venne rinnovata e adornata di una bella cupola. Tra i secoli  XV e XVI la città conobbe un notevole fervore culturale; vi ebbero sede alcune stamperie, vi fu attivo il filosofo Bernardino Telesio, vi fu fondata l’Accademia Cosentina, che mantenne una certa importanza anche nel Seicento. Al secolo XVII risale, tra l’altro, il soffitto ligneo della chiesa di Santa Chiara, oggi sconsacrata. (Scarica una breve guida turistica della città di Cosenza)

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