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Il turismo tra vaccini e pass

Una cosa per noi è certa: non c’è nemmeno un minuto da perdere, ma l’Italia ha tutte le carte in regola per risalire la china. Il turismo italiano deve arrivare pronto alla sfida dell’estate e non farsi “superare” dai rivali. Le armi sono quelle note: vaccinazioni a tutti coloro che sono a contatto con il pubblico, green pass che dimostrino l’avvenuta vaccinazione o il tampone negativo e poi basta pessimismo. È arrivato il momento di dare messaggi positivi.

Si cominciano a rivedere le prime prenotazioni per giugno e non bisogna farsi trovare
impreparati. Gli Usa, ovvero uno dei nostri mercati stranieri più forti oltre a Germania e Regno Unito, si stanno facendo avanti ma soprattutto a cominciare da settembre/ottobre prossimi. Il concetto più importante resta quello della riapertura: dopo un lungo anno fatto di chiusure non bisogna assolutamente spostare in avanti di troppo la luce in fondo al tunnel, perché, alla fine, l’imprenditore rischia di gettare la spugna. Tra zone rosse e lockdown la Pasqua è andata persa. In più abbiamo subito la beffa di essere blindati senza nemmeno poterci muovere di comune in comune, mentre per andare in vacanza alle Canarie tutto è stato concesso…

Non abbiamo nemmeno avuto il sollievo dei ponti di primavera, poiché capitati in due
domeniche normali. Quindi l’unica via è rimboccarsi le maniche e pensare subito all’estate. Di recente abbiamo anche dialogato tramite webinar mirati con i rappresentanti del Parlamento europeo; abbiamo chiesto che l’Italia spinga molto sul tema dei passaporti sanitari o green pass. I nostri diretti competitor stanno già lavorando, in particolare vediamo la Grecia molto aggressiva: hanno fatto le isole Covid free, dal 14 maggio si potrà visitarle se si ha il tampone, etc etc. E noi stiamo ancora a guardare? In realtà questo è il momento di dare segnali forti alla clientela, rassicurarla sulle vacanze nel nostro Paese, informarla su ciò che stiamo facendo per prepararci ad accoglierla. Mi arrabbio quando sento dire che “sarà un’estate senza ombrelloni” e che ci riprenderemo tra 8-15 mesi. Non bisogna assolutamente dare previsioni pessimistiche. Gli imprenditori devono essere incentivati e supportati. Non abbattuti!

Il fattore cruciale poi, a mio avviso, è la priorità nelle vaccinazioni. Hanno vaccinato
professori universitari, e avvocati. Professionisti che, in termini di precedenza, sono stati fatti passare davanti alle categorie che hanno contatto diretto con le persone e la clientela. E in questo gruppo non ci siamo solo noi con il nostro personale degli hotel, ma anche cassieri dei supermercati, camerieri dei ristoranti, personale delle pulizie di ogni tipo. Tutti lavoratori molto più esposti a eventuali contagi. I criteri di priorità per i vaccini, lasciatemi dire, devono essere più sostenibili.

Come sarà la nostra estate cominciamo a vederlo dalle prenotazioni: ne stanno arrivando da una clientela nostrana. C’è molta voglia di Italia anche tra gli stranieri, che, tuttavia, sono disorientati: non sanno ancora che cosa succederà qui riguardo i contagi e se ci sarà davvero la possibilità di programmare una vacanza nel Belpaese. Secondo me, accelerando sui vaccini, le prenotazioni anche last minute arriveranno.

Mi rassicura il fatto che questo Governo ci abbia dotato di un ministero del Turismo e
di un ministro che si sta rivelando capace e competente. Ci sembra che il dicastero sia orientato sull’opportunità di riaprire quanto prima. È quello che speriamo, perché senza programmazione non possiamo fare al meglio il nostro lavoro. Che è poi accogliere i turisti italiani e di tutto il mondo facendo anche il bene del Paese.

Articolo scritto da:

BERNABÒ BOCCA
Presidente Federalberghi

Fonte: Turismo d’Italia – La rivista dell’ospitalità (Organo ufficiale Federalberghi)